Un bravo interprete sa “leggere” tra le parole

Un bravo interprete sa “leggere” tra le parole

e non si limita al tradurre

In una economia sempre più globalizzata, il servizio di interpretariato, ha assunto un ruolo e una importanza che dire strategica e poco.

Basta semplicemente pensare a quante sono le società tanto italiane quanto arabe che sono in contatto. La barriera della lingua è senza dubbio una delle principali difficoltà che si incontrano quando si debbono instaurare tali rapporti.

Poter contare sull’appoggio di un interprete, di un traduttore, quindi, che conosca bene sia la lingua italiana sia quella araba, può contribuire e, di conseguenza, a favorire lo svolgimento del dialogo, gettando solide basi per quello che può trasformarsi in un proficuo interscambio.

Pur tuttavia non è sufficiente.

Infatti, oltre che essere padrone della lingua da traduttore, un bravo interprete deve essere anche in grado di poter riportare tutte le varie sfumature che vi sono in un qualsiasi dialogo, come pure saper tradurre anche quello che è il sottile e difficile linguaggio del corpo.

Il linguaggio, difatti, non è solamente formato da tutta una serie di parole, ma anche da modi nei quali queste possono essere dette come pure nella maniera di fare una conversazione.

Un attento e preparato interprete deve essere sempre in grado di cogliere anche il più che minimo dettaglio, traducendolo correttamente. È da rammentare che non tutte le culture esprimono allo stesso modo concetti che nel mondo occidentale sono oramai più che consolidati.

Nella tradizione araba anche il cerimoniale assume connotati che ai più è poco noto e, soprattutto, non compreso fino in fondo. Non per nulla, un interprete professionale deve essere anche in grado di far comprendere i molteplici e diversi significati della gestualità del mondo arabo, che può assumere connotazioni diverse anche per quello che è un semplice saluto.

Se si hanno rapporti nella regione del Maghreb, l’interprete, oltre che mettere in contatto linguisticamente le parti, deve far anche conoscere ad un occidentale lo stile diverso del saluto e il significato che assume il portarsi la mano all’altezza del cuore.

Una complessità non solo dettata dalla non conoscenza della lingua, ma anche di tutto quello che verte la tradizione e le modalità che fanno parte del mondo arabo.

Ragione per la quale se, ad esempio, si è intenti ad allacciare rapporti commerciali, un valido e preparato interprete, oltre che riportare fedelmente quanto riguarda il dialogo tra le parti, deve anche essere in possesso di una abilità dialettica in grado di poter far comprendere anche il tono nel quale vengono essere dette determinate parole, come pure riportare quello che il corpo sta sublimemente dicendo.

Ogni linguaggio ha le sue difficoltà grammaticali e semantiche, ma non vi è dubbio che anche la tonalità incide notevolmente unitamente al modo di comportarsi.

Se nella cultura italiana si è soliti affermare che gli occhi sono lo specchio dell’anima, è da ricordare che lo stessa gestualità del corpo ha un suo profondo significato. Saper cogliere ogni possibile sfumatura, pertanto, deve oggigiorno far parte del bagaglio professionale di un preparato traduttore.

Nei rapporti umani la comprensione, e questo nel senso più largo della parola, è alla base di ogni rapporto, e il traduttore moderno deve essere in grado di sviluppare in maniera armoniosa la sua attività.

Non può, di certo, limitarsi a riportare in maniera sintetica concetti ed espressioni che possono contribuire a formare una più che semplice forma di dialogo. Dovrà, gioco forza anche saper interpretare al meglio il suo ruolo di vero e proprio interprete.

2018-12-02T18:52:39+00:00
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